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14 luglio 2014

Lo specchio rovesciato

Ma non era Mineo il problema? Il sabotatore Mineo, il traditore Mineo, il ricco Mineo? Allo stato attuale parrebbe proprio di no. Il problema sarebbe un altro, in realtà, e riguarderebbe adesso il metodo di elezione dei senatori, secondo uno schema deciso (dice il Corriere) in un incontro tra Forza Italia e Governo e riproposto nel testo di legge all’esame della Commissione. La norma in discussione prevede un’elezione col metodo proporzionale (art. 2), ma con il rispetto dei rapporti di forza già presenti all’interno dei consigli regionali. Non sarebbe la proporzionalità dei voti a fissare le quote dei senatori, ma queste ultime dovrebbero invece essere espressione delle rappresentanze regionali. Si scatterebbe, in sostanza, una specie di istantanea del Consiglio stesso, tale da prefissare (proporzionalmente) le quote elettive di ogni singolo raggruppamento in corsa.

Non basta. Sul sito del Corriere leggo che la norma transitoria prevede pure le liste bloccate. Così che il voto dei consiglieri regionali non solo è costretto in quote proporzionali prefissate, ma è ulteriormente compresso da nominativi già indicati dai capigruppo e, ancor più su, dai vertici di partito locali e nazionali: Renzi e Berlusconi insomma. Come dire: dal Patto del Nazareno al Patto del Nazareno passando per un Senato ingessato nelle quote e nelle liste bloccate. Altro che nominati, questi sono scelti a intuitu personae: per fedeltà, perché hanno famiglia, perché hanno un mutuo, perché il tenore di vita è molto alto e non basterebbe un lavoretto da impiegato a soddisfarlo.

Se permanesse questo schema forzista-renziano, figlio del Patto del Nazareno, non sarà più l’assemblea elettiva a fotografare come d’obbligo la società e le sue proporzionate opinioni, ma queste ultime a riflettere le quote elettive (nomi compresi) fissate dai vertici locali e nazionali dei partiti. Un ribaltamento dello specchio, un vero cambio verso, non c’è che dire. Per di più con il consenso plebiscitario degli elettori stessi. Che conteranno sempre meno, apparendone persino lieti stando ai sondaggi. Vedo già i commenti: basta con questo Senato di chiacchieroni, il lavoro è il vero problema! Ecco, oggi la democrazia è diventata un problema (non più una risorsa). Ve li meritate i leader mascellari. Altro che.


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